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Shiso, Egoma, perilla frutescens, tutti i benefici della pianta

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Shiso giapponese le proprietà benefiche.

Shiso cos’è

Lo Shiso, Egoma o perilla, è una profumatissima pianta originaria del Giappone e da sempre usata per le numerose sostanze benefiche che contiene.

E’ una pianta annuale, appartiene alla famiglia delle Laminacee, come la menta.

Di facilissima coltivazione, anche in vaso su davanzali e balconi, partendo da seme.

Si può trovare in diverse varietà, c’è verde, rosso e bi-color, foglie verdi sopra e viola sotto.

E’ possibile acquistare semi bio qui

Proprietà dello shiso

La pianta della perilla contiene tantissime sostanze benefiche, sia nelle foglie, che nello stelo, che nei semi.

Già dal 5000 a.c. i giapponesi ritenevano che il consumo di questa pianta allungasse la vita di 10 anni.

Ricca di minerali:  ferro, calcio, fosforo e potassio oltre che di vitamina A, C e B2.

Questa pianta si usa contro: tosse, raffreddore, febbre e problemi cutanei.

Ha proprietà sudorifere, antimicotiche, antistaminiche e  stimolante per la digestione e la diuresi.

Inoltre depurativo dell’intestino e se assunto come tisana aiuta a rigenerarlo in caso di intossicazione alimentare.

La medicina orientale utilizza questa pianta per alleviare l’emicrania, i dolori addominali e per contrastare la nausea.

E’ antinfiammatoria, antisettica ed espettorante.

La varietà rossa è ricca poi di preziose sostanze antiossidanti utili per prevenire l’invecchiamento cellulare come l’antiossidante shisonin.

Inoltre ha grandi capacità antivirali.

Grazie agli alti livelli di acido linoleico, regolarizza il livello di colesterolo nel sangue.

shiso rosso

Tisana di shiso, tutti i componenti salutari:

Facilissimo seccare le foglie al sole estivo e farsi la provvista per i mesi invernali.

La tisana è molto profumata e non amara, eventualmente dolcificabile con delle foglie secche di stevia.

Da studi scientifici risulta essere ricca di:

Il che agisce come anti-radicali liberi e antiossidante, qui tutti i risultati della ricerca

Usare lo shiso in cucina

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Tutte le varietà, se utilizzate nell’acqua di cottura di pasta o riso, oltre ad insaporire, daranno un bel colore vivo agli alimenti.

Le foglie della varietà rossa sono utilizzate per conferire all’umeboshi il suo tipico colore rosso.

Dall’acqua di bollitura della varietà rossa, si ottiene un’ottima bevanda rinfrescante e ricca di sostanze antiossidanti e sali minerali.

Le foglie e i fiori si possono aggiungere sia crude che cotte ad insalate e piatti di carne e verdure, dato il loro ottimo sapore.

E’ anche possibile prenotare le foglie secche di shiso direttamente sul nostro sito, qui.

 

di Cristina Burlone

 

 

 

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Papaya, super-frutto, proprietà benefiche per la salute

PAPAYA, POTENTE ANTINFIAMMATORIO NATURALE

di Cristina Burlone

Papaya: contenuto

La papaya ha delle caratteristiche nutrizionali importantissime.

Tanto che fra le popolazioni caraibiche viene chiamato “frutto degli angeli” visto che dal suo consumo si ottengono vitalità e prolungata giovinezza.

Infatti è ricca di enzimi, di vitamina C e di carotenoidi che contengono la vitamina A.

Possiede anche tutte le vitamine del gruppo B.

E’ povera di sodio ma particolarmente ricca di potassio.

Povera di grassi e ricca di fibra, che aiuta la naturale diminuzione di colesterolo cattivo.

E’ adatta a chi fa dieta infatti 100 gr di papaya contengono solo 36 calorie.

Facilita la digestione, protegge l’organismo essendo un forte anti-ossidante, favorisce l’espulsione delle tossine e delle scorie metaboliche.

Stimola le difese immunitarie aumentando la vitalità, riducendo il rischio di tumori.

Previene l’invecchiamento precoce, in quanto col suo elevato contenuto di carotenoidi agisce contro i radicali liberi, i principali responsabili dei processi dell’invecchiamento.

Papaya: antinfiammatorio

E’ uno dei migliori rimedi naturali contro le infiammazioni.

In generale dello stomaco e della gastrite in particolare.

Questo perchè il suo effetto antinfiammatorio si unisce alle proprietà della papaina , un enzima contenuto in abbondanza nella papaya che facilita la digestione delle proteine.

Nello stesso modo, agisce sulle infiammazioni muscolari, tendine, ossee, ecc…

Favorisce stimola la rigenerazione muscolare.

Meglio consumare questo frutto dopo il pasto per favorire i processi digestivi.

Le sue proprietà antinfiammatorie danno sollievo anche nelle scottature minori e per uso dermatologico.

Tra le altre proprietà conosciute ci sono quelle diuretiche e lassative che favoriscono il transito intestinale.

Infine per l’elevato contenuto di vitamine, di sali e di carboidrati è utile anche nei casi di stress e superlavoro dove ne viene consigliata l’assunzione.

Questo frutto è un vero e proprio scrigno colmo di preziosi nutrienti che portano al nostro corpo grandi benefici.

Papaya: dove trovarla

La papaya si trova in commercio tutto l’anno, visto che gli alberi fruttificano tutto l’anno (non è un frutto stagionale per sua natura).

Si può acquistare e consumarlo dopo che avrà completato la maturazione a casa, una mela nelle sue vicinanze sveltirà il processo.

Si trova in commercio anche essiccata.

papaya essiccata

Sconsiglio invece i succhi (visto che contengono per lo più acqua) e la papaya candita, che annulla i benefici con l’apporto nocivo di una grande quantità di zucchero.

Tenete presente che la papaya è al massimo delle sue proprietà quando è completamente matura.

Vengono vendute anche capsule di papaya e/o papaina, sono molto care e non contengono tutti i benefici del frutto.

Papaya coltivazione bio

La pianta della papaya è molto facile da coltivare.

Non necessita nè di grandi spazi nè di cure particolari.

Si presta perciò alla coltivazione in vaso anche su balconi, purchè esposti al sole.

Partendo da seme, si può ottenere una pianta con frutti anche in meno di un anno!

Semi si possono acquistare qui meglio lasciarli una notte in un bicchiere d’acqua e poi procedere a metterli in vaso, coprendoli con poca torba o hummus (circa 1 cm).

Dopo un paio di settimane spunteranno le piantine che poi cresceranno a vista d’occhio.

IMPORTANTE: gli alberi sono divisi in maschi e femmine, perciò è meglio piantarne più di uno, in modo da essere sicuri di avere delle femmine che fruttificheranno.

di Cristina Burlone

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Schisandra la salute con cinque sapori

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Schisandra, la bacca dai 5 sapori

 di Cristina Burlone

La Schisandra cos’è

La Schisandra è una pianta rampicante, i fiori sono bianco-cerosi, piccoli, non molto appariscenti, ma profumati, a tarda primavera appaiono numerosi.

Sono fiori dioici, significa che gli stami, organi riproduttivi maschili, e i pistilli, organi di riproduzione femminili, non sono sulla stessa pianta.
Dai fiori impollinati in estate compariranno piccoli grappoli, simili a quelli del ribes, con bacche sferiche di un bel rosso lucente che donano al cespuglio un magnifico aspetto.
Se non raccolte, le bacche resteranno sulla pianta per lungo tempo, sino all’arrivo del freddo, anche dopo la caduta delle foglie rendendo la pianta ancora più bella Continua a leggere Schisandra la salute con cinque sapori

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Edulcoranti artificiali effetti sulla salute

edulcoranti aspartame pillole

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Edulcoranti e feninalanina attenzione

 di Cristina Burlone

Edulcoranti chimici quali sono:

acesulfame K, aspartame, saccarina, surcalosio, maltitolo, isomalto, ciclamato, neoesperidina diidrocalcone, naringina diidrocalcone.
L’aspartame è un edulcorante artificiale creato in laboratorio e scoperto per caso da un chimico della ditta G.D. Searle nel 1965 che cercava di creare un farmaco per l’ulcera.
E’ di gran lunga la sostanza più dannosa in commercio che viene aggiunta a molti alimenti e farmaci che la gente utilizza quotidianamente.

Malattie croniche possono essere scatenate o peggiorate dagli edulcoranti

tumori al cervello, epilessia, sindrome di affaticamento cronico, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, ritardo mentale, linfoma, difetti della nascita, fibromialgia e diabete.
L’aspartame è costituito da tre elementi chimici: acido aspartico, fenilalanina e metanolo.
Il libro “Prescrizioni per una nutrizione sana” di James e Phillys Balch riporta l’aspartame sotto la categoria “veleni chimici”.

EDULCORANTI INGREDIENTE: ACIDO ASPARTICO

L’Aspartame è costituito per il 40% di acido aspartico.
L’acido aspartico è il precursore di un neurotrasmettitore chiamato aspartato che in dosaggi eccessivi uccide “eccitando fino alle morte” (eccitotossina) alcuni neuroni causando un’esagerato afflusso di calcio nelle cellule.

Questo causerà la morte delle cellule stesse per un’alta produzione di radicali liberi.

Durante l’infanzia, la barriera sanguigna del cervello che normalmente protegge il cervello dall’eccesso di aspartato e da altre sostanze dannose, non è pienamente sviluppata, non proteggendo di conseguenza tutte le aree del cervello.

EDULCORANTI INGREDIENTE: LA FENILALANINA

L’aspartame è costituito al 50% di fenilalanina, un’aminoacido che si trova normalmente nel cervello.

Nelle persone che assumono regolarmente questo dolcificante sono stati riscontrati livelli esageratamente alti (spesso letali) di fenilalanina nel cervello.

Gli individui affetti da fenilchetonuria (l’impossibilità di metabolizzare questa sostanza) sono ancora più a rischio.
Eccessivi livelli di fenilalanina nel cervello possono causare un’abbassamento del livello si serotonina, portando vari disordini: depressione, schizofrenia, mal di testa, e rende l’individuo più suscettibile agli infarti.

IL METANOLO (10% di aspartame)

Questa sostanza si ossida nel nostro corpo producendo formaldeide e acido formico: questi due metaboliti sono altamente tossici.
La formaldeide è una sostanza cancerogena, causa danni alla retina, interferisce con la formazione del DNA e produce difetti di nascita.
I sintomi di avvelenamento del metanolo includono: gravissimi disturbi alla vista, ronzio negli orecchi, nausea, vuoti di memoria, disturbi gastrointestinali e molti altri.
Gli edulcoranti chimici in genere, producono un forte aumento dei livelli di insulina, il che come conseguenza porta un sensibile aumento dell’appetito, così si sfata il mito che facciano dimagrire!

di Cristina Burlone

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Additivi chimici E a cosa corrispondono?

coloranti additivi chimici e

coloranti additivi chimici e

Gli additivi chimici E l’elenco completo

 di Cristina Burlone

Additivi E, la lista completa:

E150d :

è il colorante caramello alimentare ottenuto dalla lavorazione di zucchero a determinate temperature , con o senza aggiunta di reagenti chimici. pericoloso per la salute, presente in bibite gassate, aceto balsamico ecc…

E952 :

è ciclamato di sodio , un sostituto dello zucchero . Il ciclamato è un prodotto chimico sintetico con 200 volte più dolce dello zucchero ed è usato come un sapore dolcificante artificiale . Nel 1969 fu bandito dalla Food and Drug Administration FDA , perché questa sostanza come saccarina e aspartame , ha causato il cancro della vescica nei ratti . Nel 1975 ha iniziato ad essere  bandito anche in Giappone , Corea del Sud e Singapore. Nel 1979 l’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità di nuovo permesso l’uso del ciclamato .

E950 :

è acesulfame potassio , estremamente dolce  e colpevole di alterare il funzionamento del sistema cardiovascolare.

Esso contiene anche acido aspartico , una sostanza che può anche eccitare il sistema nervoso e nel tempo può portare alla dipendenza . L’acesulfame scioglie male e non è consigliabile che bambini e donne incinte consumano.

E951 :

aspartame è utilizzato come sostituto dello zucchero per i diabetici.

È chimicamente instabile a temperature elevate perché si decompone come metanolo e fenilalanina.

Il metanolo è molto pericoloso : da 5 a 10 ml sono sufficienti a distruggere il nervo ottico , causando cecità irreversibile . Quando viene riscaldato come possibile nelle bibite mal stoccate l’aspartame diventa formaldeide , un potente agente cancerogeno.

E338 :

è l’acido fosforico . Può causare irritazione alla pelle e agli occhi .

Viene utilizzato per la produzione di sali di acido fosforico di ammoniaca , sodio, calcio , alluminio , e anche nella sintesi organica per la produzione di carbone e nastri cinematografici, materiali refrattari , ceramiche, vetro , fertilizzanti , detergenti sintetici. E’ inoltre usato nel settore  metallurgico e tessile e nell’industria medica.

E330 :

È diffuso in natura ed è utilizzato nell’industria alimentare e farmaceutica . Sali di acido citrico citrato sono utilizzati nell’industria alimentare e in medicina , per la conservazione del sangue.

E211 :

benzoato di sodio è usato come agente antisettico e antimicotico in prodotti alimentari come marmellate, succhi di frutta e yogurt.

Non è consigliabile che vegna consumato da asmatici e le persone che sono sensibili all’aspirina . Uno studio condotto ha rivelato che questo composto provoca  cambiamenti significiativi e danni al DNA .

Questo può portare a cirrosi e malattie degenerative come il Parkinson

Additivi considerazioni

Purtroppo moltissime persone ricorrono a bevande “energetiche”, che altro non sono che additivi chimici sciolti in acqua di rubinetto.

A causa della traspirazione durante l’intensa attività fisica, l’acqua evapora, lasciando così gli additivi nel corpo.

Come se quelli ingeriti non bastassero, gli additivi vengono assorbiti attraverso la pelle.

I pori della pelle si dilatano assorbendo così creme, deodoranti, profumi, prodotti per capelli, ecc… che sono principalmente composti da additivi e parabeni.

di Cristina Burlone

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Licopene, colore della salute ecco perchè

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Il licopene colore della salute

 di Cristina Burlone

Licopene un colorante che fa bene, cos’è:

Il licopene è un colorante naturale presente in alimenti di origine vegetale. Appartiene al gruppo dei carotenoidi, un insieme di pigmenti di colore giallo-violetto molto diffusi in natura.
L’interesse per il licopene è dovuto alle sue spiccate proprietà antiossidanti. Questa caratteristica lo rende particolarmente utile nel combattere l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali.

DOVE SI TROVA IL LICOPENE?

Considerando il contenuto di licopene nei vari cibi, il pomodoro è sicuramente l’alimento principe (da 3 a 40 mg/kg di prodotto fresco). Altre fonti sono rappresentate da vegetali come pompelmo rosa, arance rosse, carote, albicocche e cocomeri.
Al contrario di molte vitamine e minerali l’assorbimento del licopene aumenta all’aumentare della temperatura.

Altri fattori come il grado di maturazione e l’ambiente in cui il pomodoro viene coltivato influenzano in modo significativo la presenza della sostanza nel frutto.

Salse, succhi e ketchup sono quindi una fonte migliore rispetto al pomodoro fresco perchè la sostanza è in maggior concentrazione.
Inoltre, considerata la sua elevata lipofilicità (capacità di legarsi ai grassi), il licopene viene assorbito più facilmente in presenza di lipidi, grazie allo stimolo sulla produzione dei sali biliari.

Come aumentare le scorte di licopene:

Alla luce di questo, il massimo assorbimento di licopene si ha ad es. consumando una pizza: con pomodorini maturi, salsa di pomodoro, mozzarella e olio di oliva.

Al contrario mangiando una bella insalata con pomodori verdi l’assorbimento di licopene sarà inferiore.
Il metodo per valutare la presenza di questa sostanza in un frutto è di osservarne la colorazione: tanto più questa si avvicina al rosso intenso e tanto maggiore sarà il contenuto in licopene.
Una volta assorbito, a livello intestinale il licopene viene depositato nelle ghiandole surrenali, nel fegato, nei testicoli, nella mammella e nella prostata, formando vere e proprie scorte necessarie per fronteggiare eventuali carenze.

Piante ricche di licopene:

nel proprio orto o terrazzo non dovrebbero mancare: pomodori, Goumi del Giappone, peperoncini, senape rossa ecc…

Di Cristina Burlone

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Goumi del Giappone frutto proteico e salutistico

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Goumi del Giappone il frutto proteico

 di Cristina Burlone

Goumi cos’è?

Il Goumi è un arbusto, con piccoli frutti rossi, che una volta raccolti sono facilmente conservabili per un paio di settimane e vengono di solito consumati freschi, ma sono ottimi anche per marmellate.

Un cespuglio che cresce facilmente nei climi di tutta Italia, è una pianta rustica che non necessita di particolari cure o terreni e produce grandi quantità di frutti ricchi di salute.

Goumi, contenuti salutistici:

Ricchi di vitamina C, hanno una rilevante quantità di zuccheri con 5% di proteine e moltissimi sali minerali.

Caratteristica unica per un frutto è la presenza, nella sua polpa, degli acidi grassi essenziali, che sono quelli che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da altre sostanze, e devono essere introdotti tramite alimenti che li contengono ( Omega3 e Omega6).
Contiene quantità di licopene 17 volte superiori al pomodoro, quindi ha elevatissime capacità antiossidanti.

Non è facile trovare un frutto con il 5% di proteine e ricco di acidi grassi così benefici.

Ricchi di sali minerali e carotenoidi.

Goumi impieghi per la salute

Danno il loro meglio se consumati freschi, ma conservano molte delle loro proprietà anche dopo lavorazioni.

Hanno proprietà  molto utili nel trattamento e nella prevenzione di influenze e raffreddori, sono molto efficaci anche come ricostituente naturale, integratore di sali minerali, antinfiammatorio, oltre che studi recenti hanno dimostrato l’efficacia degli antiossidanti presenti nei suoi frutti contro la formazione di cellule tumorali.

La quantità notevole di acidi grassi e di fibre rende questi frutti ottimi per abbassare il colesterolo cattivo, anche sotto forma di marmellata.

Coltivare il Goumi

Pianta molto facile e adatta a tutti i climi. Cresce velocemente e fruttifica già dal secondo anno, circa 80-90 cm.

Si possono comprare giovani piante oppure partire da seme (metodo più economico)

di Cristina Burlone

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Cancerogene elenco sostanze che portano tumori

prodotti cancerogene tumori cancro

prodotti cancerogene tumori cancro

Cancerogene, elenco sostanze che causano tumori

 di Cristina Burlone

Quali sono le sostanze cancerogene che non vogliamo in ciò che compriamo:

Cancerogene sono quelle sostanze che comprovatamente portano alla formazione di tumori.
Molti di noi hanno rizzato le antenne e acquistano prodotti il più possibile naturali e sicuri anche per i nostri bambini.
Non sempre però leggendo la lunghissima lista di ingredienti o la composizione di detersivi, cosmetici, creme, ecc… sappiamo con certezza cosa lasciare sullo scaffale o quando dire “no grazie!”.
Di seguito c’è una lista di tutte quelle sostanze che in Italia sono ufficialmente identificate come cancerogene.
Spero che la stampiate e che passiate in rassegna i prodotti che avete in casa, farete scoperte sconcertanti.
Da notare che si trovano queste sostanze cancerogene anche in moltissimi prodotti “dermatologicamente testati“, in anti-zanzare per bambini, nelle pomate medicinali, nei saponi, detersivi, ecc…
Vi potrebbe anche interessare il nostro articolo sulla formaldeide.
Ho scritto queste sostanze cancerogene con il loro nome internazionale, visto che è così che le troviamo ormai sulla maggior parte dei prodotti.
Fateci sapere cosa scoprite, potrebbe interessare a molti!

Sono cancerogene:

DIHYDROXYBENZENE (O RESORCINOL)
BENZENDIOL (O HYDROQUINONE o BENZENEDIAMINE) ALUMINUM (chloride, hydrochloride, chlorohydrate, hydroxybromide, oxide, zirconium)
AMIDIMETHICONE
AMMONIUM PERSULFATE
BENZALKONIUMCHLORIDE
BORIC ACID
BRONOPOL (2-bromo-2- nitropropane-1,3-diol) BUTYLHYDROXYANISOLE (BHA)
BUTYLHYDROXYTOLUENE (BHT)
BUTYLPARABEN
CETEARETH
CHLOROACETAMIDE
COCAMIDE DEA
CI 73360
CI 60725
CITRONELLOL
CYCLOPENTASILOXANE
DEA-OLETH 3PHOSPHATE
DEA-CETYL PHOSPHATE
DIAZOLIDINYL UREA
DIBUTYL PHTHALATE
DIHYDROXYBENZENE
DIMETHICONE (e composti)
DISODIUM EDTA
DMDM HYDANTOIN
EUGENIOL
FORMALDEHYDE
FORMALIN
FORMIC ALDEHYDE
GERANIOL
HOMOSALATE
IMIDAZOLIDINYL UREA
IODOPROPYNYLBUTYLCARBAMATE
ISOBUTYLPARABEN
ISOPROPYL ACETATE
LAURAMIDE DEA
LANOLIN (e composti)
LAURETH (e composti)
LEAD ACETATE(e composti)
LECITHIN
LIGHT LIQUID PARAFFIN
LINALOOL
METHYL ALDEHYDE

METHYLBENZENE
MINERAL OIL
MONOETHANOLAMINE(MEA)
MYRISTAMIDE DEA
NONOXYNOL
OCTINOXATE
OCTYL-METHOXYCINNAMATE
OCTOXYNOL
OLEAMIDE DEA
OXYBENZONE ( O BENZOPHENONE-3)
PARAFFIN LIQUIDUM
PETROLATUM
PETROLEUM DISTILLATE
PEG (e composti)
PPG (e composti)
PHENOL (e composti)
PHENOXYETHANOL
PLACENTAL EXTRACT
POLYETHYLENE
POLYETHYLENE TEREPHTHALATE
POLOXYETHYLENE
POLYSILICONE
POLYSORBATE-80
P-PHENYLENEDIAMINE
PROPYL ACETATE
PROPYLENE GLICOL
PROPYLPARABEN
QUATERNIUM
SACCHARIN
SILICONE QUATERNIUM
SILOXANE (e composti)
SODIUM LAURETH SULFATE
SODIUM METABISULFATE
SODIUM METHYLPARABEN
STEARAMIDE MEA
TEA LAURYL SULFATE
TETRASODIUM EDTA
THIMEROSAL
THIOGLYCOLIC ACID
TOLUENE
TRICLOSAN
TRIETHANOLAMINE (TEA)
Ci siamo documentati su www.lilt.it

Purtroppo non sono tutte qui, ma è un buon inizio.

Un’alimentazione ricca di sostanze depurative e antiossidanti è un valido aiuto.

di Cristina Burlone

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Stevia dolcificante naturale no-calorie

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La stevia, dolcificante naturale ed erba medicinale

 di Cristina Burlone

Stevia cos’è:

La stevia è una pianta perenne, di piccole dimensioni, della famiglia delle Asteraceae, originaria delle montagne fra Paraguay e Brasile.
La varietà utilizzata come dolcificante naturale è la stevia rebaudiana, da Rebaudi, lo scopritore delle sue proprietà.

Proprietà dolcificanti della stevia:

È 300 volte più dolce dello zucchero ed è stata usata per secoli in Sud America e Giappone.

Non contiene calorie o effetto glicemico, il che tra l’altro la rende una scelta più sicura per i diabetici.
I principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A, che si trovano in tutte le parti della pianta ma sono più disponibili e concentrati nelle foglie, che quando sono seccate (disidratate), hanno il potere dolcificante (ad effetto della miscela dei due componenti dolcificanti).

A differenza dello zucchero i principi attivi non hanno alcun potere nutrizionale (zero calorie), e sono relativamente stabili nel tempo ed alle alte temperature, conservano perfettamente le loro caratteristiche anche in prodotti da forno o in bevande calde, diversamente da altri dolcificanti di sintesi come l’aspartame, che subisce degradazione (oltre a tutti gli altri effetti nocivi).

Proprietà medicinali della stevia:

Oltre al potere dolcificante, è utile a regolarizzare e aiutare altri aspetti del nostro corpo:
– regola e normalizza la pressione
– regola i livelli di zucchero nel sangue
– aiuta la diuresi
– favorisce e normalizza la digestione
– benefica per l’ansia
– riduce i depositi di adipe e i livelli di grasso nel sangue

Come coltivare la stevia:

La coltivazione non richiede particolari cure e può essere fatta anche da mani non troppo esperte.
Per iniziare, dovremo procurarci i semi della pianta.
All’inizio della primavera, in un vaso non molto grande versate della terra fine e umida, sulla quale distribuiremo i semi. Consideriamo che i semi  sono molto piccoli quindi dovranno essere coperti con uno strato molto sottile di terriccio.
Il vaso andrà poi disposto all’esterno, in un posto luminoso e a riparo dal vento.
La germinazione potrebbe avvenire anche già 10 giorni.
Appena le piantine avranno raggiunto una certa altezza, dividerle in vasi più ampi, per favorirne la crescita.

I primi periodi, umidificate il terreno con un nebulizzatore, in modo da non smuovere eccessivamente la terra sopra i nostri semi.

Durante l’estate, evitate l’esposizione diretta del sole, per proteggere le foglie.

Durante l’autunno, ricoprire il terreno con della pacciamatura, in modo da proteggere le radici della pianta.
Non vi preoccupate se con l’arrivo delle temperature più rigide vedrete morire la pianta: la pacciamatura la proteggerà e all’arrivo della primavera le piantine faranno di nuovo capolino dal terreno.
Una delle cose più importanti a cui prestare attenzione quando decidiamo di coltivare la stevia è la scelta del tipo di terreno. Se il terreno è argilloso, allora le foglie avranno un minor potere dolcificante, se il terreno è più sabbioso (va bene anche la torba), le foglie saranno più larghe e dolci.

Come usare la stevia:

Stevia fresca: 4 foglie fresche in infusione due volte al giorno, oppure si possono aggiungere a macedonie, limonate e altre preparazioni
Stevia secca: in estate cimare i rami della pianta e staccare le foglie più larghe, avendo cura di lasciare i germogli e le gemme che dovranno crescere; mettere su un canovaccio di cotone le foglie ad essiccare al sole. Poi triturarle e conservarle in vasi di verto.
Si consuma in infusione (come per le normali tisane) un cucchiaio di foglie per litro d’acqua, lasciando in infusione per almeno mezz’ora.

Curiosità sulla stevia:

Viene coltivata estesamente e consumata in Thailandia, Israele e Cina, ed in genere in tutta l’America meridionale, dove è usata da secoli come dolcificante ma soprattutto come pianta medicinale.

In Brasile è utilizzata come rimedio della medicina popolare per il diabete.
Dal 14 aprile 2010 l’Unione Europea permette l’uso di questo dolcificante come additivo alimentare. Anche la Svizzera ne ha ammesso il commercio e l’uso. Si trovano prodotti a base di stevia anche nei nostri supermercati.
Nell’agosto del 2013 la Coca Cola ha annunciato la produzione di un nuovo prodotto “Coca-Cola Life” che utilizza la Stevia come dolcificante.

Sementi di stevia               Foglie di stevia essiccate naturalmente

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Grassi idrogenati, cosa sono realmente?

gelati idrogenato grassi

gelati idrogenato grassi

GRASSI IDROGENATI

di Cristina Burlone

GRASSI IDROGENATI cosa sono?

I grassi idrogenati si trovano soprattutto nei cibi confezionati di produzione industriale: merendine, biscotti, torte, pop-corn, tutti quelli che contengono in etichetta la scritta “oli vegetali idrogenati”, “grassi idrogenati” o “parzialmente-idrogenati”.
La margarina è il prodotto che ne è più ricco per definizione (anche se oggi ne esistono in commercio alcune non prodotte per idrogenazione), ma anche gelati, creme spalmabili, integratori e la “famosa” panna vegetale da montare.
I “trans” sono i grassi che si ottengono durante il processo con cui gli oli vegetali vengono resi solidi: l’idrogenazione.

Sono usati da decenni nell’industria alimentare, in particolare nei prodotti da forno, perché sono pratici da usare e a basso costo.

Hanno il vantaggio di migliorare il sapore dei prodotti e la loro friabilità, e di allungarne la durata sugli scaffali.
Negli Stati Uniti stanno per metterli definitivamente al bando.

Grassi idrogenati: le accuse

I grassi di questo tipo, già da diversi anni sono ritenuti dannosi per la salute.

Accusati di far alzare i livelli di colesterolo cattivo, provocare danni alle arterie, e di conseguenza malattie cardiovascolari.

Si sono accumulate le prove della loro pericolosità. Secondo uno studio del 2006 sul New England Journal of Medicine, solo negli Stati Uniti sono all’origine ogni anni di un numero di infarti compreso tra 72 mila e 228 mila.
La demonizzazione dei trans è andata di pari passo con la riabilitazione dei grassi saturi di origine animale, contenuti nel burro, nei formaggi, nella carne rossa.
Per i grassi trans idrogenati, le accuse e i timori sembrano ormai provate al di là di ogni dubbio.

GRASSI IDROGENATI e BUGIE del MARKETING

Sui grassi idrogenati ci si è interrogati solo di recente. Fino agli anni ’80, erano considerati addirittura benefici. La margarina, veniva raccomandata come un sostituto del burro più leggero e salutare.
La storia dei trans inizia nel 1902, quando lo scienziato Wilhelm Normann scoprì che aggiungendo idrogeno agli oli vegetali, questi si solidificavano, creando nel processo grassi “trans”.
Quando iniziò l’allarme contro il burro e gli altri grassi saturi di origine animale, la margarina e i trans idrogenati sembrarono l’alternativa migliore.

Solo a partire dagli anni ’90 le ricerche hanno stabilito che i trans sono responsabili di aumentare il colesterolo cattivo e di provocare danni alle arterie, infarti e ictus.

Il loro uso negli ultimi anni è già fortemente diminuito. Dal 2006, negli Stati Uniti è obbligatoria la dichiarazione del contenuto di grassi idrogenati presenti.

Lo stato di New York ne ha bandito alcuni anni fa l’uso nei ristoranti.

Molte industrie alimentari e catene di fast-food si sono adeguate riducendo o eliminandoli dai loro prodotti. Il bando imminente deriva dalla decisione della Food and Drug Administration, di toglierli dalla lista degli additivi considerati “sicuri”.

La conseguenza pratica è che sarebbero le industrie a dover dimostrare che non sono dannosi, prima di usarli nei loro prodotti, che equivale a bandirli.

GRASSI IDROGENATI NORMATIVA EUROPEA

In Europa è obbligatorio dichiarare la loro presenza (indicata dalla dicitura “grassi idrogenati” o “parzialmente idrogenati” in etichetta), ma non la loro quantità.

Solo la Danimarca ha messo per legge una soglia tollerabile del 2%, che non può essere superata.
Le analisi e gli studi sui prodotti mostrano che negli ultimi anni, anche in Europa, c’è stata una diminuzione costante nell’uso dei trans.

I prodotti che li contengono non sono certo spariti dagli scaffali dei supermercati.

Molte aziende, anche in Italia, specificano sull’etichetta “non contiene grassi idrogenati” quando sicuramente sono assenti.
Purtroppo molti li hanno sostituiti con oli vegetali comunque molto scadenti.

Per chi volesse leggere la normativa sull’etichettatura del Ministero della Salute potete leggere qui

di Cristina Burlone