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Shiso, Egoma, perilla frutescens, tutti i benefici della pianta

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Shiso giapponese le proprietà benefiche.

Shiso cos’è

Lo Shiso, Egoma o perilla, è una profumatissima pianta originaria del Giappone e da sempre usata per le numerose sostanze benefiche che contiene.

E’ una pianta annuale, appartiene alla famiglia delle Laminacee, come la menta.

Di facilissima coltivazione, anche in vaso su davanzali e balconi, partendo da seme.

Si può trovare in diverse varietà, c’è verde, rosso e bi-color, foglie verdi sopra e viola sotto.

E’ possibile acquistare semi bio qui

Proprietà dello shiso

La pianta della perilla contiene tantissime sostanze benefiche, sia nelle foglie, che nello stelo, che nei semi.

Già dal 5000 a.c. i giapponesi ritenevano che il consumo di questa pianta allungasse la vita di 10 anni.

Ricca di minerali:  ferro, calcio, fosforo e potassio oltre che di vitamina A, C e B2.

Questa pianta si usa contro: tosse, raffreddore, febbre e problemi cutanei.

Ha proprietà sudorifere, antimicotiche, antistaminiche e  stimolante per la digestione e la diuresi.

Inoltre depurativo dell’intestino e se assunto come tisana aiuta a rigenerarlo in caso di intossicazione alimentare.

La medicina orientale utilizza questa pianta per alleviare l’emicrania, i dolori addominali e per contrastare la nausea.

E’ antinfiammatoria, antisettica ed espettorante.

La varietà rossa è ricca poi di preziose sostanze antiossidanti utili per prevenire l’invecchiamento cellulare come l’antiossidante shisonin.

Inoltre ha grandi capacità antivirali.

Grazie agli alti livelli di acido linoleico, regolarizza il livello di colesterolo nel sangue.

shiso rosso

Tisana di shiso, tutti i componenti salutari:

Facilissimo seccare le foglie al sole estivo e farsi la provvista per i mesi invernali.

La tisana è molto profumata e non amara, eventualmente dolcificabile con delle foglie secche di stevia.

Da studi scientifici risulta essere ricca di:

Il che agisce come anti-radicali liberi e antiossidante, qui tutti i risultati della ricerca

Usare lo shiso in cucina

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Tutte le varietà, se utilizzate nell’acqua di cottura di pasta o riso, oltre ad insaporire, daranno un bel colore vivo agli alimenti.

Le foglie della varietà rossa sono utilizzate per conferire all’umeboshi il suo tipico colore rosso.

Dall’acqua di bollitura della varietà rossa, si ottiene un’ottima bevanda rinfrescante e ricca di sostanze antiossidanti e sali minerali.

Le foglie e i fiori si possono aggiungere sia crude che cotte ad insalate e piatti di carne e verdure, dato il loro ottimo sapore.

E’ anche possibile prenotare le foglie secche di shiso direttamente sul nostro sito, qui.

 

di Cristina Burlone

 

 

 

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Papaya, super-frutto, proprietà benefiche per la salute

PAPAYA, POTENTE ANTINFIAMMATORIO NATURALE

di Cristina Burlone

Papaya: contenuto

La papaya ha delle caratteristiche nutrizionali importantissime.

Tanto che fra le popolazioni caraibiche viene chiamato “frutto degli angeli” visto che dal suo consumo si ottengono vitalità e prolungata giovinezza.

Infatti è ricca di enzimi, di vitamina C e di carotenoidi che contengono la vitamina A.

Possiede anche tutte le vitamine del gruppo B.

E’ povera di sodio ma particolarmente ricca di potassio.

Povera di grassi e ricca di fibra, che aiuta la naturale diminuzione di colesterolo cattivo.

E’ adatta a chi fa dieta infatti 100 gr di papaya contengono solo 36 calorie.

Facilita la digestione, protegge l’organismo essendo un forte anti-ossidante, favorisce l’espulsione delle tossine e delle scorie metaboliche.

Stimola le difese immunitarie aumentando la vitalità, riducendo il rischio di tumori.

Previene l’invecchiamento precoce, in quanto col suo elevato contenuto di carotenoidi agisce contro i radicali liberi, i principali responsabili dei processi dell’invecchiamento.

Papaya: antinfiammatorio

E’ uno dei migliori rimedi naturali contro le infiammazioni.

In generale dello stomaco e della gastrite in particolare.

Questo perchè il suo effetto antinfiammatorio si unisce alle proprietà della papaina , un enzima contenuto in abbondanza nella papaya che facilita la digestione delle proteine.

Nello stesso modo, agisce sulle infiammazioni muscolari, tendine, ossee, ecc…

Favorisce stimola la rigenerazione muscolare.

Meglio consumare questo frutto dopo il pasto per favorire i processi digestivi.

Le sue proprietà antinfiammatorie danno sollievo anche nelle scottature minori e per uso dermatologico.

Tra le altre proprietà conosciute ci sono quelle diuretiche e lassative che favoriscono il transito intestinale.

Infine per l’elevato contenuto di vitamine, di sali e di carboidrati è utile anche nei casi di stress e superlavoro dove ne viene consigliata l’assunzione.

Questo frutto è un vero e proprio scrigno colmo di preziosi nutrienti che portano al nostro corpo grandi benefici.

Papaya: dove trovarla

La papaya si trova in commercio tutto l’anno, visto che gli alberi fruttificano tutto l’anno (non è un frutto stagionale per sua natura).

Si può acquistare e consumarlo dopo che avrà completato la maturazione a casa, una mela nelle sue vicinanze sveltirà il processo.

Si trova in commercio anche essiccata.

papaya essiccata

Sconsiglio invece i succhi (visto che contengono per lo più acqua) e la papaya candita, che annulla i benefici con l’apporto nocivo di una grande quantità di zucchero.

Tenete presente che la papaya è al massimo delle sue proprietà quando è completamente matura.

Vengono vendute anche capsule di papaya e/o papaina, sono molto care e non contengono tutti i benefici del frutto.

Papaya coltivazione bio

La pianta della papaya è molto facile da coltivare.

Non necessita nè di grandi spazi nè di cure particolari.

Si presta perciò alla coltivazione in vaso anche su balconi, purchè esposti al sole.

Partendo da seme, si può ottenere una pianta con frutti anche in meno di un anno!

Semi si possono acquistare qui meglio lasciarli una notte in un bicchiere d’acqua e poi procedere a metterli in vaso, coprendoli con poca torba o hummus (circa 1 cm).

Dopo un paio di settimane spunteranno le piantine che poi cresceranno a vista d’occhio.

IMPORTANTE: gli alberi sono divisi in maschi e femmine, perciò è meglio piantarne più di uno, in modo da essere sicuri di avere delle femmine che fruttificheranno.

di Cristina Burlone

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Celtuce, lattuga cinese, Wo Sun, ecco cos’è

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Celtuce, lattuga cinese cos’è

di Cristina Burlone

La celtuce cos’è:

Celtuce è il nome più diffuso di un tipo particolare di lattuga.

Non cresce formando il “cuore” a cui siamo abituati, ma si sviluppa su un “tronco” che si allunga man mano che aumentano i giri di foglie.

Comodissima sia da raccogliere che da lavare, perchè le foglie crescendo lontane dalla terra, sono più pulite e richiedono meno tempo di lavaggio!

E’ conosciuta con tantissimi nomi: lattuga asparago, lattuga cinese, lattuga asparago ecc…

Il nome originario è WO Sun, infatti è originaria del sud della Cina Continua a leggere Celtuce, lattuga cinese, Wo Sun, ecco cos’è

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Schisandra la salute con cinque sapori

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Schisandra, la bacca dai 5 sapori

 di Cristina Burlone

La Schisandra cos’è

La Schisandra è una pianta rampicante, i fiori sono bianco-cerosi, piccoli, non molto appariscenti, ma profumati, a tarda primavera appaiono numerosi.

Sono fiori dioici, significa che gli stami, organi riproduttivi maschili, e i pistilli, organi di riproduzione femminili, non sono sulla stessa pianta.
Dai fiori impollinati in estate compariranno piccoli grappoli, simili a quelli del ribes, con bacche sferiche di un bel rosso lucente che donano al cespuglio un magnifico aspetto.
Se non raccolte, le bacche resteranno sulla pianta per lungo tempo, sino all’arrivo del freddo, anche dopo la caduta delle foglie rendendo la pianta ancora più bella Continua a leggere Schisandra la salute con cinque sapori

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Licopene, colore della salute ecco perchè

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Il licopene colore della salute

 di Cristina Burlone

Licopene un colorante che fa bene, cos’è:

Il licopene è un colorante naturale presente in alimenti di origine vegetale. Appartiene al gruppo dei carotenoidi, un insieme di pigmenti di colore giallo-violetto molto diffusi in natura.
L’interesse per il licopene è dovuto alle sue spiccate proprietà antiossidanti. Questa caratteristica lo rende particolarmente utile nel combattere l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali.

DOVE SI TROVA IL LICOPENE?

Considerando il contenuto di licopene nei vari cibi, il pomodoro è sicuramente l’alimento principe (da 3 a 40 mg/kg di prodotto fresco). Altre fonti sono rappresentate da vegetali come pompelmo rosa, arance rosse, carote, albicocche e cocomeri.
Al contrario di molte vitamine e minerali l’assorbimento del licopene aumenta all’aumentare della temperatura.

Altri fattori come il grado di maturazione e l’ambiente in cui il pomodoro viene coltivato influenzano in modo significativo la presenza della sostanza nel frutto.

Salse, succhi e ketchup sono quindi una fonte migliore rispetto al pomodoro fresco perchè la sostanza è in maggior concentrazione.
Inoltre, considerata la sua elevata lipofilicità (capacità di legarsi ai grassi), il licopene viene assorbito più facilmente in presenza di lipidi, grazie allo stimolo sulla produzione dei sali biliari.

Come aumentare le scorte di licopene:

Alla luce di questo, il massimo assorbimento di licopene si ha ad es. consumando una pizza: con pomodorini maturi, salsa di pomodoro, mozzarella e olio di oliva.

Al contrario mangiando una bella insalata con pomodori verdi l’assorbimento di licopene sarà inferiore.
Il metodo per valutare la presenza di questa sostanza in un frutto è di osservarne la colorazione: tanto più questa si avvicina al rosso intenso e tanto maggiore sarà il contenuto in licopene.
Una volta assorbito, a livello intestinale il licopene viene depositato nelle ghiandole surrenali, nel fegato, nei testicoli, nella mammella e nella prostata, formando vere e proprie scorte necessarie per fronteggiare eventuali carenze.

Piante ricche di licopene:

nel proprio orto o terrazzo non dovrebbero mancare: pomodori, Goumi del Giappone, peperoncini, senape rossa ecc…

Di Cristina Burlone

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Goumi del Giappone frutto proteico e salutistico

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Goumi del Giappone il frutto proteico

 di Cristina Burlone

Goumi cos’è?

Il Goumi è un arbusto, con piccoli frutti rossi, che una volta raccolti sono facilmente conservabili per un paio di settimane e vengono di solito consumati freschi, ma sono ottimi anche per marmellate.

Un cespuglio che cresce facilmente nei climi di tutta Italia, è una pianta rustica che non necessita di particolari cure o terreni e produce grandi quantità di frutti ricchi di salute.

Goumi, contenuti salutistici:

Ricchi di vitamina C, hanno una rilevante quantità di zuccheri con 5% di proteine e moltissimi sali minerali.

Caratteristica unica per un frutto è la presenza, nella sua polpa, degli acidi grassi essenziali, che sono quelli che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da altre sostanze, e devono essere introdotti tramite alimenti che li contengono ( Omega3 e Omega6).
Contiene quantità di licopene 17 volte superiori al pomodoro, quindi ha elevatissime capacità antiossidanti.

Non è facile trovare un frutto con il 5% di proteine e ricco di acidi grassi così benefici.

Ricchi di sali minerali e carotenoidi.

Goumi impieghi per la salute

Danno il loro meglio se consumati freschi, ma conservano molte delle loro proprietà anche dopo lavorazioni.

Hanno proprietà  molto utili nel trattamento e nella prevenzione di influenze e raffreddori, sono molto efficaci anche come ricostituente naturale, integratore di sali minerali, antinfiammatorio, oltre che studi recenti hanno dimostrato l’efficacia degli antiossidanti presenti nei suoi frutti contro la formazione di cellule tumorali.

La quantità notevole di acidi grassi e di fibre rende questi frutti ottimi per abbassare il colesterolo cattivo, anche sotto forma di marmellata.

Coltivare il Goumi

Pianta molto facile e adatta a tutti i climi. Cresce velocemente e fruttifica già dal secondo anno, circa 80-90 cm.

Si possono comprare giovani piante oppure partire da seme (metodo più economico)

di Cristina Burlone

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Stevia dolcificante naturale no-calorie

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La stevia, dolcificante naturale ed erba medicinale

 di Cristina Burlone

Stevia cos’è:

La stevia è una pianta perenne, di piccole dimensioni, della famiglia delle Asteraceae, originaria delle montagne fra Paraguay e Brasile.
La varietà utilizzata come dolcificante naturale è la stevia rebaudiana, da Rebaudi, lo scopritore delle sue proprietà.

Proprietà dolcificanti della stevia:

È 300 volte più dolce dello zucchero ed è stata usata per secoli in Sud America e Giappone.

Non contiene calorie o effetto glicemico, il che tra l’altro la rende una scelta più sicura per i diabetici.
I principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A, che si trovano in tutte le parti della pianta ma sono più disponibili e concentrati nelle foglie, che quando sono seccate (disidratate), hanno il potere dolcificante (ad effetto della miscela dei due componenti dolcificanti).

A differenza dello zucchero i principi attivi non hanno alcun potere nutrizionale (zero calorie), e sono relativamente stabili nel tempo ed alle alte temperature, conservano perfettamente le loro caratteristiche anche in prodotti da forno o in bevande calde, diversamente da altri dolcificanti di sintesi come l’aspartame, che subisce degradazione (oltre a tutti gli altri effetti nocivi).

Proprietà medicinali della stevia:

Oltre al potere dolcificante, è utile a regolarizzare e aiutare altri aspetti del nostro corpo:
– regola e normalizza la pressione
– regola i livelli di zucchero nel sangue
– aiuta la diuresi
– favorisce e normalizza la digestione
– benefica per l’ansia
– riduce i depositi di adipe e i livelli di grasso nel sangue

Come coltivare la stevia:

La coltivazione non richiede particolari cure e può essere fatta anche da mani non troppo esperte.
Per iniziare, dovremo procurarci i semi della pianta.
All’inizio della primavera, in un vaso non molto grande versate della terra fine e umida, sulla quale distribuiremo i semi. Consideriamo che i semi  sono molto piccoli quindi dovranno essere coperti con uno strato molto sottile di terriccio.
Il vaso andrà poi disposto all’esterno, in un posto luminoso e a riparo dal vento.
La germinazione potrebbe avvenire anche già 10 giorni.
Appena le piantine avranno raggiunto una certa altezza, dividerle in vasi più ampi, per favorirne la crescita.

I primi periodi, umidificate il terreno con un nebulizzatore, in modo da non smuovere eccessivamente la terra sopra i nostri semi.

Durante l’estate, evitate l’esposizione diretta del sole, per proteggere le foglie.

Durante l’autunno, ricoprire il terreno con della pacciamatura, in modo da proteggere le radici della pianta.
Non vi preoccupate se con l’arrivo delle temperature più rigide vedrete morire la pianta: la pacciamatura la proteggerà e all’arrivo della primavera le piantine faranno di nuovo capolino dal terreno.
Una delle cose più importanti a cui prestare attenzione quando decidiamo di coltivare la stevia è la scelta del tipo di terreno. Se il terreno è argilloso, allora le foglie avranno un minor potere dolcificante, se il terreno è più sabbioso (va bene anche la torba), le foglie saranno più larghe e dolci.

Come usare la stevia:

Stevia fresca: 4 foglie fresche in infusione due volte al giorno, oppure si possono aggiungere a macedonie, limonate e altre preparazioni
Stevia secca: in estate cimare i rami della pianta e staccare le foglie più larghe, avendo cura di lasciare i germogli e le gemme che dovranno crescere; mettere su un canovaccio di cotone le foglie ad essiccare al sole. Poi triturarle e conservarle in vasi di verto.
Si consuma in infusione (come per le normali tisane) un cucchiaio di foglie per litro d’acqua, lasciando in infusione per almeno mezz’ora.

Curiosità sulla stevia:

Viene coltivata estesamente e consumata in Thailandia, Israele e Cina, ed in genere in tutta l’America meridionale, dove è usata da secoli come dolcificante ma soprattutto come pianta medicinale.

In Brasile è utilizzata come rimedio della medicina popolare per il diabete.
Dal 14 aprile 2010 l’Unione Europea permette l’uso di questo dolcificante come additivo alimentare. Anche la Svizzera ne ha ammesso il commercio e l’uso. Si trovano prodotti a base di stevia anche nei nostri supermercati.
Nell’agosto del 2013 la Coca Cola ha annunciato la produzione di un nuovo prodotto “Coca-Cola Life” che utilizza la Stevia come dolcificante.

Sementi di stevia               Foglie di stevia essiccate naturalmente

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Cucamelon, strani, sani e buoni

Cucamelon Wiseconomy

Cucamelon, strani, sani e buoni

di Cristina Burlone

Cucamelon: cosa sono?

Il cucamelon, o melothria scabra, sembra una piccolissima anguria (ha le dimensioni di un chicco d’uva) e il sapore è misto tra anguria, cetriolo e lime. E’ una specie rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae, originaria dell’America Centrale e coltivata per i suoi frutti commestibili. La pianta è originaria dell’America Centrale e in particolare del Messico dove viene coltivata sin da tempi precolombiani.

Cucamelon proprietà:

è un cibo sano, senza alcuna controindicazione e con discrete proprietà nutritive.
Come il cetriolo è rinfrescate, idratante, ha pochissime calorie, è un buon diuretico ed un valido disintossicante.

Nella medicina tradizionale sudamericana viene usato per abbassare i livelli di glicemia nel sangue per i diabetici.

Ha solo 15 calorie per 100 gr di frutti!

Contiene buone quantità di Vitamina-A, vitamina C e K, carotene e folati, soprattutto è ricco di sali minerali, prevalentemente potassio, fosforo e calcio, livelli minori di fluoro e magnesio.

Come si mangia il cucamelon?

Per il consumo fresco i frutti devono essere raccolti molto piccoli, finché sono di forma allungata e la buccia resta tenera. In seguito possono essere conservati sott’aceto e cotti, ma risultano più amari e coriacei se mangiati crudi.
Può essere consumato tal quale o aggiunto all’insalata, intero o tagliato a metà. Il frutto contiene molti semi, ma se raccolto giovane questi non infastidiscono, essendo molto morbidi e succosi.
Sono ottimi anche saltati in padella sia da soli con olio d’oliva, che insieme ad altre verdure.

Cucamelon come ottenerlo:

Io ho comprato i semi on-line qui!

Come si coltiva il cucamelon?

Questi cetriolini messicani sono belli, buoni e anche robusti e facilissimi da coltivare!

La pianta è adatta per la coltivazione in vaso, perciò anche chi non ha a disposizione un giardino si può cimentare. Molto adatto a chi ha bambini, perchè cresce velocemente e data la forma e il gusto particolare riscuote un gran successo.

Interrare i semi a circa mezzo centimetro di profondità, va bene qualsiasi tipo di terreno e di esposizione, tenendo però presente che si tratta di una rampicante, perciò sarà meglio appoggiarsi ad un muro o una ringhiera, oppure fornire i tre bastoni di sostegno.

In Italia il cucamelon può essere interrato all’esterno già all’inizio della primavera se la temperatura del terreno arriva ad un minimo di 15°.

Nel sud Italia non estirpare le radici quando la pianta si secca, perchè riprenderà a vegetare l’anno successivo, nelle zone in cui invece il terreno subisce ghiacciate, si dissotterrano e si conservano in un sacchetto di carta con segatura, al buio, fino alla primavera successiva. Oppure si fa nascere dai semi.

Cucamelon curiosità

I frutti di questa pianta sono chiamati anche cetriolini messicani o cetriolini di Versailles; il nome scientifico, Melothria scabra, risale invece al 1866 quando vennero descritti per la prima volta dal botanico francese Charles Victor Naudin.

In Sudamerica si trovano tanti nomi per i cucamelon quanti stati ci sono! Uno è “Sandiitas de Raton” letteralmente “anguriette dei topi”

di Cristina Burlone